Corretta applicazione dell'IVA

Corretta applicazione dell'IVA

Innanzitutto è necessario effettuare una prima distinzione tra lavori di manutenzione ordinaria (cfr. DPR 380/2001 art.3 comma 1 lettera a)) e straordinaria (cfr. DPR 380/2001 art.3 comma 1 lettera b)) da quelli di restauro e risanamento conservativo (cfr. DPR 380/2001 art.3 comma 1 lettera c)) e ristrutturazione edilizia (fr. DPR 380/2001 art.3 comma 1 lettera d)); infatti per interventi di manutenzione , ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali, è previsto un regime agevolato, che permette di applicare l’IVA ridotta al 10%. Nel caso di beni di valore significativo, tuttavia, l’aliquota agevolata al 10% si applica solamente fino alla concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi.

Vengono considerati beni di valore significativo, ad esempio, gli ascensori e i montacarichi, gli infissi esterni e interni, le caldaie, i video citofoni, le apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, i sanitari e la rubinetteria dei bagni, gli impianti di sicurezza. Per fare un esempio proprio pratico e reale supponiamo che nell’ambito di una manutenzione straordinaria di un bagno vengano spesi 10.000 euro di cui 4.000 per la prestazione lavorativa e 6.000 per l’acquisto di beni significativi (nel caso in esempio, rubinetterie e sanitari). Sui 6.000 euro di beni significativi, in questo caso, l’IVA agevolata al 10% si applica solo su 4.000 euro, cioè sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e quello dei beni significativi (10.000 – 6.000 = 4.000). Sul valore residuo dei sanitari e delle rubinetterie (2.000 euro), dunque, si applica l’IVA nella misura ordinaria del 22%.

Per quanto invece riguarda gli interventi di restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia è sempre prevista, senza nessuna data di scadenza, l’applicazione dell’aliquota Iva del 10% su l’intero importo della fornitura.

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